IL CASO "REMAT"

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CHE COS'E' IL CASO REMAT?

Remat è il nome della ditta che ha acquistato l'area della ex cantina di Stuffione, con lo scopo di costruire un capannone industriale per il trattamento e recupero di materiali tossici derivanti dalla lavorazione dell'alluminio (Celle elettrolitiche esauste) - anno 2005

 

LE RAGIONI DEL NO

In primo luogo l’impianto verrebbe realizzato a ridosso del centro abitato e di un’area residenziale che sta vedendo in questi mesi una incredibile espansione: ne sono un esempio il Borgo Balugani e il Borgo Gelati con la realizzazione di decine di nuovi alloggi.
È inevitabile chiedersi che cosa accadrebbe se si verificasse un incidente, o il malfunzionamento di un filtro o altro ancora. Nonostante l’azienda possa dare tutte le garanzie del caso, vista la posizione in cui sorgerebbe, come poter escludere senza alcun dubbio che si possano avere danni all’area circostante o, peggio ancora a cose e persone? È sufficiente sapere che alcuni dei prodotti lavorati dall’azienda, come i combustibili per cementifici, oltre ad essere potenzialmente tossici per inalazione, sono pericolosi per l’ambiente, in quanto in presenza di umidità ed in atmosfera confinata vi è il rischio di incendio e/o scoppio in quanto possono liberarsi metano e idrogeno. Questo, per i cittadini , è sufficiente per nutrire il dubbio dell’opportunità di avere un’azienda di questo tipo in zona residenziale. Si nutrono perplessità anche rispetto al fatto che siano rispettate le distanze minime da pozzi e canali d’acqua: in Abrenunzio vi è un grande macero, attorno al sito si dipana un sistema di antichi canali tuttora in attività, e si trova la zona umida del Biancospino. Nonostante possano essere adottate tutte le precauzioni al fine di evitare il contatto con acqua, chi può escludere , in un tempo in cui le esondazioni di canali, fiumi e torrenti sono all’ordine del giorno e su tutte le prime pagine dei giornali, che in caso di piogge abbondanti, le acque non possano raggiungere la superficie dell’azienda e successivamente ritraendosi andare ad inquinare le falde e i corsi d’acqua attigui.?
Per quanto riguarda poi l’emissione di polveri, il Comitato ritiene che dare l’assenso ad un impianto che contribuirebbe a emettere nell’atmosfera una quantità di polveri sottili, PM10, non insignificante, non vada nella direzione indicata dalla Provincia stessa e dalla Regione che, proprio in questi giorni, hanno varato provv edimenti tesi a favorire una diminuzione delle stesse. La motivazione ultima ma e stremamente rilevante è , infine, le gata all’agricoltura, intens iva e di alta qualità che si pratica nel territorio delle Province di Modena e di Bologna. Un’agricoltura da primato che ha portato a grandi successi dovuti alla naturale vocazione del territorio per alcune coltivazioni tipiche della Pianura Padana, tra il Panaro ed il Reno.
Fra queste il Lambrusco di Sorbara D.O.C, la pera dell’Emilia Romagna, che ha ottenuto il marchio IGP,.il Montuni del Reno D.O.C., le produzioni biologiche sovvenzionate con contributi della stessa Comunità Europea. Non vanno poi dimenticate tutte le altre produzioni di qualità, i cui frutti arrivano dire ttamente sulle tavole dei consumatori. Per tutte queste ragioni il Comitato “Castel Crescente” e i cittadini dicono no all’insediamento di un impianto per lo smaltimento di rifiuti tossici nel centro di Stuffione e Ravarino e fra quelli dei comuni limitrofi.


Il Comitato cittadino di tutela ambientale Castel Crescente di Stuffione-Ravarino alla luce degli interventi a mezzo stampa di Confindustria e dei titolari della ditta Remat, ritiene opportuno fare alcune puntualizzazioni e chiarire la propria posizione in merito all'insediamento della stessa. Il Comitato, e con esso la cittadinanza di cui si fa portavoce, non sono affatto contrari allo sviluppo artigianale/industriale di Stuffione e alla creazione di nuovi insediamenti nella zona del l'ex Cantina Sociale e nella zona di Abrenunzio.

Ciò che si mette fortemente in discussione è il tipo di sviluppo cui si vorrebbe dare corso con l'insediamento di quel particolare tipo di impianto, che potrebbe creare un precedente tale da aprire le porte ad altri della stessa natura o con lo stesso impatto sull'ambiente. L'impianto lavorerà rifiuti che sono classificati come tossici e pericolosi da una legge della Regione Emilia Romagna (35/2000). Se la Regione ha ritenuto di dovere spendersi per formulare una tale legge, evidentemente lo avrà fatto per tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini da rischi oggettivi, anche se non imminenti. Non è certamente intenzione del Comitato esprimersi in luogo degli organismi competenti e preposti a farlo, ma come soggetto interessato può certamente esprimere, a nome di tutti i cittadini, il proprio dissenso, così come, in sede di Conferenza, dovrà essere tenuto in considerazione il parere negativo espresso dal Sindaco di Ravarino che, in qualità di primo cittadino e tutore della salute pubblica, esprime un parere vincolante, che non vuol dire definitivo ma certamente non trascurabile.
Nondimeno si dovrà tenere conto del fatto che il dissenso viene da tutti i Sindaci dei Comuni limitrofi, coinvolgendo così i territori delle due Province, di Modena e di Bologna .
Il Comitato valuta l'inopportunità dell'insediamento dell'impianto soprattutto in relazione al luogo in cui andrà ad inserirsi. 

 

 

LE TAPPE DEL NO!


  • 06 MARZO 2015 - Il Comitato sulla conclusione della vicenda REMAT

Finalmente, dopo ben 10 anni, si mette la parola fine ad una lotta partita nel lontano 2005 con questo cartello: “UNA FIRMA A DIFESA DELLA SALUTE, LA COSTRUZIONE DI UNA FABBRICA INQUINANTE A POCHI PASSI DA CASA TUA MINA IL TUO FUTURO E QUELLO DELLE FUTURE GENERAZIONI RICORDA: LE POLVERI INQUINANTI NON CONOSCONO I CONFINI DEI PAESI”

Il TAR Bologna ha definitivamente sancito che la vicenda REMAT è conclusa, una volta tanto facendo prevalere il bene comune agli interessi privati, rigettando il ricorso presentato dalla ditta che si sentiva danneggiata.
Nessuno è contro lo sviluppo o l’insediamento di nuove attività, anzi, soprattutto in un momento come quello attuale, sarebbero benvenute, ma solo se classificabili come non insalubri e rispettose delle norme ambientali.
A questo punto è doveroso da parte del Comitato ringraziare quanti hanno permesso il raggiungimento di questo risultato, a chi non è più con noi ma rimarrà per sempre nel nostro cuore, a chi ha firmato la petizione, a chi ha dedicato tempo alla causa, agli Amministratori che hanno preso una decisione in quel momento difficile e personalmente rischiosa, dimostrando di rappresentare la volontà di chi li aveva eletti prima dell’interesse personale.

05 Marzo 2015

Il Comitato Castel Crescente



 

  • 04 MARZO 2015 - Articolo della Gazzetta di Modena relativo alla conclusione della vicenda REMAT


  • 02 MARZO 2015 - alle ore 20.00 Il Sindaco di Ravarino, Maurizia Rebecchi Incontra nella sala del Consiglio Comunale i Consigli Comunali degli anni: 2004/2009, 2009/2014, l'attuale Consiglio Comunale e Il Comitato di Tutela Ambientale Castel Crescente in seguito al passaggio in giudicato della sentenza del TAR che comporta la definitività della decisione giudiziale.


 

  • 25 MAGGIO 2014 - Articolo della Gazzetta di Modena relativa alla Sentenza REMAT

 

 

  • 23 MAGGIO 2014 - SENTENZA TRIBUNALE AMMINISTRATIVO per ricorso al Tribunale Amministrativo di Bologna per: ANNULLAMENTO DELLE DELIBERAZIONI CONSILIARI DI APPROVAZIONE DEL PRG -RICHIESTA RISARCIMENTO DANNI - (ricorso 414 anno 2006)

 

  • 08 MAGGIO 2014 - UDIENZA TRIBUNALE AMMINISTRATIVO per ricorso al Tribunale Amministrativo di Bologna per: ANNULLAMENTO DELLE DELIBERAZIONI CONSILIARI DI APPROVAZIONE DEL PRG -RICHIESTA RISARCIMENTO DANNI - (ricorso 414 anno 2006)

 

  • 14 APRILE 2006 -La ditta REMAT S.P.A. Presenta ricorso al Tribunale Amministrativo di Bologna per: ANNULLAMENTO DELLE DELIBERAZIONI CONSILIARI DI APPROVAZIONE DEL PRG -RICHIESTA RISARCIMENTO DANNI - (ricorso 414 anno 2006)



  • 30 NOVEMBRE 2005 - ORE 21.00 - LE FIRME RACCOLTE ARRIVANO A 8000! E IL COMITATO ORGANIZZA UN PUBBLICO DIBATTITO SUL TEMA: “POSIZIONE ASSUNTA DA CIASCUN GRUPPO POLITICO PRESENTE IN CONSIGLIO PROVINCIALE, IN MERITO AL POSSIBILE INSEDIAMENTO ALL’INTERNO DELL’EX CANTINA SOCIALE DI STUFFIONE DI RAVARINO DI UN IMPIANTO DI SMALTIMENTO E RECUPERO DI RIFIUTI PERICOLOSI”
    Erano presenti i Capigruppo in Consiglio Provinciale - Moderatore della serata: Dott.ssa Carla Mazzola, giornalista di Antenna 1

 

  • 28 NOVEMBRE 2005 - Il gruppo consigliare LEGA NORD PADANIA presenta in Consiglio Provinciale un ODG Urgente: il Comune di Ravarino, non deve concedere autorizzazione alla produzione di pre-miscelati per l’industria, derivanti da materie prime e da recupero rifiuti, nell’area un tempo ospitante i fabbricati dell’abbandonata Cantina Sociale situata nel nucleo urbano di Stuffione di Ravarino!!!! ....................... tutto ciò premesso, considerato e ritenuto il Consiglio Provinciale di MODENA CHIEDE Al Presidente della Provincia di MODENA:

  •  - di invitare il Comune di Ravarino, a non concedere autorizzazione alla produzione di pre-miscelati per l’industria, derivanti da materie prime e da recupero rifiuti, nell’area un tempo ospitante i fabbricati dell’abbandonata Cantina Sociale, situata a sud del nucleo urbano di Stuffione di Ravarino.
  •  - di attivarsi col Comune di Ravarino e l’Unione Comuni del Sorbara, al fine di lavorare insieme, per ricercare un sito idoneo per l'impianto in oggetto.

 

  • 5 NOVEMBRE 2005 - Un corteo di 6 Km di trattori e auto per dire...... no all’impianto. - La risposta del Comitato a Confindustria in occasione della grande manifestazione di Nonantola: SI AD UNO SVILUPPO SOSTENIBILE!. L’Assessore all’ambiente della Provincia di Modena, Alberto Caldana, sostiene, a nome della stessa, l’inopportunità di un tale insediamento in quell’area. La medesima posizione verrà ribatita qualche giorno dopo dalla Cabina di Regia, costituita dallo stesso Caldana, dall’Assessore all’urbanistica Maletti e dal Sindaco di Ravarino.

 

IL DOCUMENTO UFFICIALE LETTO AL CONVEGNO SU AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE DEL 5/11/2005
Il Comitato Castel Crescente è nato per manifestare la netta opposizione della cittadinanza del Comune di Ravarino e dei Comuni limitrofi , Crevalcore, Camposanto, Bastiglia, e la stessa Nonantola,  al paventato insediamento di un impianto per lo smaltimento di rifi uti tossici a Stuffi one di Ravarino.
Nell’impianto verrebbero recuperati rifi uti di origine industriale, con particolare specializzazione per quelli derivanti dalla demolizione delle celle elettrolitiche di alluminio. Considerata la pericolosità dei rifi uti trattati, e con essa il rischio chimico connesso all’utilizzo di agenti chimici nocivi, in particolare fl uoruri e criolite, il Comitato e con esso tutti i cittadini mettono in discussione l’opportunità dell’insediamento dell’impianto soprattutto in relazione al luogo in cui andrà ad inserirsi.
Si desidera puntualizzare che il Comitato, e con esso la cittadinanza di cui si fa portavoce, non sono affatto contrari allo sviluppo artigianale /industriale di Stuffi one e alla creazione di nuovi insediamenti nella zona dell’ex Cantina Sociale e nella zona di Abrenunzio. Ciò che si mette fortemente in discussione è il tipo di sviluppo cui si vorrebbe dare corso con l’insediamento di quel particolare tipo di impianto, che potrebbe creare un precedente tale da aprire le porte ad altri della stessa natura o con lo stesso impatto sull’ambiente.
Propendiamo, invece, per uno sviluppo sostenibile, ovvero per “uno sviluppo che garantisca i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri”.
La realizzazione dell’impianto in quel territorio, contraddirebbe a nostro avviso le tre dimensioni del concetto stesso di Sviluppo Sostenibile: ambientale, sociale ed economica. Infatti, se gli aspetti ambientali sono importanti, le ragioni sociali ed economiche non lo sono di meno. L’azienda non porterebbe nessun vantaggio occupazionale (si parla di 6 lavoratori su due turni) mentre darebbe luogo ad una svalutazione del territorio, dei prodotti in esso lavorati, degli immobili e, socialmente, farebbe percepire quella zona come degradata e non più appetibile né per coloro che vi hanno sempre vissuto né per coloro che hanno deciso di trasferirsi lì perché attirati da un particolare stile di vita e da un ambiente che ancora conserva elementi di biodiversità, e apprezzabili risorse naturali.
Con la nascita del Comitato, i cittadini hanno dato prova di grande consapevolezza e di volere partecipare maggiormente alle scelte e agli interventi che riguardano la loro salute.
Chiedono risolutamente che gli Enti Locali e le Istituzioni competenti, Comune, Provincia, Università, Aziende Sanitarie…., diventino sempre più responsabili e protagonisti nella programmazione delle politiche di salute e di sanità, che dovrebbero tramutarsi in azioni a favore di stili di vita sani e dell’ambiente, determinanti di primaria importanza per il benessere della collettività.
La grande partecipazione dei cittadini a questa protesta è un’inequivocabile risposta a tale sollecitazione, che ha coinvolto emotivamente e fattivamente anche tanti ragazzi e giovani che hanno così avuto un’occasione per fare un’esperienza concreta di Educazione ambientale.
Inutile dire che il Comitato rimarrà vigile e continuerà la propria azione di protesta fi nché non si avranno garanzie del fatto che l’impianto non sarà realizzato.
 

  • 4 NOVEMBRE 2005 - Consiglio Comunale Straordinario - Il Sindaco di Ravarino riceve all’unanimità il mandato dell’intero Consiglio Comunale per dire no, in Conferenza dei Servizi, all’impianto di smaltimento di rifiuti tossici nell’area dell’ex Cantina Sociale di Stuffione. Viene, inoltre, approvata all’unanimità la variante al PRG che impone di fatto, su tutto il territorio ravarinese, l’incompatibilità di aziende insalubri di classe 1, se a meno di 400 metri da aree residenziali.

 

  • 3 NOVEMBRE 2005 - Crevalcore (Bo) : Consiglio Comunale, si parla della REMAT (Delibera n. 66 / 2005) Broglia dà un’informazione inerente la richiesta di insediamento a Stuffione della ditta Remat. Sicuramente i consiglieri avranno letto tutto quello che è nato a seguito della richiesta da parte di questa azienda di poter insediare un’attività produttiva nella zona artigianale di Ravarino. Questa Amministrazione, da quando è venuta a conoscenza del problema, ovvero dalla prima Conferenza di Servizi di Modena dell’agosto 2005, si è dichiarata fortemente contraria ad una installazione di un’attività di questo tipo in quella posizione. Non è ancora stata presa nessuna decisione, perché la richiesta formulata al SUAP di Ravarino è stata girata alla Commissione Valutazione Impatto Ambientale della provincia di Modena, che sta acquisendo documentazione e pareri. Si sta lavorando anche con gli altri comuni che circondano la zona (Camposanto, Nonantola, Sorbara e Bomporto) perché tutti siano presenti in questa Commissione modenese. Si è espressa una posizione di preoccupazione, non tanto per cosa fa questa azienda, ma in quanto lo fa in una posizione non opportuna. Inoltre non dà occupazione al territorio, trattandosi di un’azienda che impiegherebbe al massimo otto dipendenti, ed in più appesantirebbe notevolmente il traffico viario. L’assessore si astiene, in questa fase, dall’esprime un giudizio tecnico circa le immissioni nell’aria, demandando all’Arpa, all’USL e agli organi preposti gli opportuni accertamenti.
    Da ultimo informa che il Comune di Ravarino questa sera in Consiglio Comunale presenta una proposta di variante urbanistica al PRG tesa a rendere quella zona non più idonea per attività che producono scarti di lavorazione di classe 1; questo per trovare anche una soluzione tecnica al non insediamento di questa azienda.

 

  • 1 NOVEMBRE 2005 - LE FIRME RACOLTE DAL COMITATO CONTRO L'INSEDIAMENTO DELLA REMAT A STUFFIONE SONO GIA' 5000 !



  • 1 NOVEMBRE 2005 - Articolo dalla Gazzetta di Modena

  • Coldiretti protesta per il caso Remat   'Manca confronto'

    RAVARINO. Anche la "Federazione Provinciale Coldiretti Modena", Nelle sezioni di Ravarino, Bomporto-Bastiglia, Nonantola e nella zona di Bomporto. Scende in campo per esprimere le proprie perplessità sull'impianto Remat a Stuffione. Proseguono intanto le iniziative del comitato di tutela ambientale "Castel Crescente". Raggiunte ormai le 5000 adesioni, il comitato ha organizzato per sabato un corteo che da Stuffione arriverà fino a Nonantola. L'obiettivo è incontrare l'assessore provinciale Caldana che sabato mattina sarà a Nonantola per un convegno sull'ambiente. I presidenti delle quattro sezioni della Coldiretti si sono rivolti direttamente al sindaco di Ravarino, nonché presidente dell'unione dei Comuni del Sorbara. Attraverso Una lettera congiunta, Coldiretti ha chiesto a Lenzi un momento di confronto per parlare della questione. «Non Le nascondiamo che le voci che si sono rincorse in questi mesi ci hanno lasciato perplessi, scrivono i presidenti - ci aspettavamo che l'insediamento di una struttura abbastanza inusuale per il nostro territorio avrebbe visto da parte sua alcuni momenti di confronto con le forze economiche e sociali presenti sul territorio». «Essendo il nostro un territorio con forte componente agricola, caratterizzato da produzioni locali di pregio - prosegue la lettera - riteniamo che l'insediamento di quella tipologia possa portare ripercussioni negative sulle produzioni agricole, sull'immagine territoriale e sulla qualità ambientale dei nostri Comuni». «Un'organizzazione come la nostra, che ha fatto del legame col territorio e della nostra tipicità delle produzioni un obiettivo strategico per la conservazione e lo sviluppo di un'agricoltura di qualità, ritiene che un'attività di trattamento rifiuti pericolosi possa costituire un pericolo e una minaccia per un'intera economia locale» evidenzia Coldiretti. Le iniziative del comitato di tutela ambientale vanno avanti. E' in programma sabato un corteo di auto, mezzi agricoli e persone. Il ritrovo è alle ore 9, davanti alla Remat di Stuffione. Il gruppo arriverà fino a Nonantola, in sala Troisi, dove sabato si terrà il convegno "Educazione ambientale e sviluppo sostenibile".
    L'occasione ideale per confrontarsi con le autorità presenti su una questione concreta: la Remat. (el.pe)

 

  • LUNEDI 24 Ottobre 2005 -  Comunicato Stampa - Confi ndustria:“ Si parla tanto di sviluppo e di incremento della capacità di attrazione di nuovi insediamenti industriali. Mi spiace constatare che nei fatti si va esattamente nella direzione opposta.”
    Mario Valerio Guerzoni, - Direttore di Confindustria Modena

 

  • SABATO 15 OTTOBRE 2005 - Sit in di protesta davanti alla sede del Comune di Ravarino. Il Sindaco Massimo Lenzi incontra i cittadini e dice pubblicamente no all’impianto, in accordo con i Sindaci dei Comuni dell’Unione e dei Sindaci di Nonantola e di Crevalcore.

 

 

  • MERCOLEDì 28 SETTEMBRE 2005 - Il comitato di tutela ambientale “Castel Crescente” si è costituito per esprimere il dissenso dei cittadini di Stuffi one, Ravarino e dei Comuni limitrofi , al possibile insediamento di un impianto per lo smaltimento di rifi uti tossico-nocivi nella zona dell’ex Cantina Sociale di Stuffione.

È NATO IL COMITATO : Il comitato di tutela ambientale "Castel Crescente" ha scelto di prendere il proprio nome a prestito dall'area archeologica presente sul territorio ravarinese. Si è costituito per esprimere il
dissenso dei cittadini di Stuffione, Ravarino e dei Comuni limitrofi, al possibile insediamento di un impianto per lo smaltimento di rifiuti tossico - nocivi nella zona dell'exCantina Sociale di Stuffione. La lavorazione dei rifiuti, provenienti da Porto Marghera, Sardegna, Francia e Spagna, porterà alla produzione di polveri volatili e disperdibili su tutto il territorio e comuni limitrofi, attraverso una ciminiera alta circa 20 metri.
L'impianto è destinato alla produzione di premiscelati per industrie cementifere, siderurgiche e delle argille espanse, partendo da rifiuti derivanti da processi elettro chimici di produzione dell'alluminio. Il progetto ai sensi della L.R. 35/2000, appartiene alla categoria "Impianti di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi". Le polveri derivanti dal ciclo di macinazione e vagliatura sono di diversa natura: grafite, carbone, refrattaria e criolite.
Quest'ultima, prodotta artificialmente mescolando i Fluoruri di alluminio ed il Sodio, è nociva per inalazione ed ingestione ed è tossica per gli ambienti acquatici. Già è stata attivata la Valutazione di Impatto ambientale, che si svolge presso la Conferenza dei Servizi della Provincia di Modena, cui prendono parte tutte le componenti tecniche che hanno competenza in tematica ambientale, tra cui ARPA, USL, Vigili del Fuoco e i tecnici dei settori Ambiente -Territorio - Urbanistica.
In attesa del giudizio tecnico degli enti preposti, che si auspicano favorevole, il Comitato desidera manifestare la sua ferma opposizione a questo insediamento che non porterà nessun beneficio alla comunità e al territorio.

 

  • PRIMAVERA-ESTATE 2005 - L’azienda procede alla demolizione dell’ex-Cantina sociale di Stuffi one e inizia a predisporre le fondamenta del nuovo stabilimento.

Commenti  

 
0 #1 Smithe924 2015-09-26 00:23
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