SISMA IN EMILIA

29 maggio 2015 ... 36 mesi dopo....

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29 maggio 2015, sono trascorsi 3 anni da quella scossa che ci ha cambiato la vita. Noi che siamo rimasti colpiti, ogni giorno lottiamo contro burocrati regionali che tutte le notti dormono sotto a un tetto e sembra quasi che provino divertimento a creare problemi a chi cerca di fare un progetto per presentare una domanda di contributo per riparare un edificio o ritornare a dormire sotto al proprio tetto. Allora mettono scadenze che non tengono conto delle difficoltà che loro stessi hanno creato.. vincoli su vincoli... e così un giorno, all'improvviso, scopri che il progetto fatto non va bene... la rete messa per consolidare non va bene .... il modello di calcolo del fabbricato non va bene... gli ingegneri non sanno più calcolare... devono ritornare a scuola, (magari è colpa della fretta messa dalle scadenze) e così avanti di carta e di integrazioni ... si perchè in regione si porta solo la carta i documenti elettronici che si sono fatti non entrano dalla porta di viale aldo moro. Fanno ridere gli eletti in regione, ad appena qualche mese dalle elezioni tutti i buoni propositi dei candidati regionali si sono sciolti come neve al sole. Anche perchè chi vive di burocrazia non può toglierla altrimenti si da la zappa sui piedi. Quando un progettista deve affrontare un progetto di ricostruzione o riparazione si informa presso strutture ritenute attendibili, le quali a volte forniscono indicazioni altre volte non sanno rispondere, così si presenta il progetto.. ma poi un'altra "struttura" d'elite chiamata a controllare rigira tutto.... se potete fate un minuto di silenzio per chi ha dato la vita 3 anni fa, per colpa di quello che non vuole la colpa.

 

PONTE BOMPORTO/RAVARINO Sul Fiume Panaro

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PONTE BOMPORTO/RAVARINO Sul Fiume Panaro
 
 Il 13 giugno, passando sul ponte che collega Bomporto al Comune di Ravarino, ci siamo imbattuti in un veicolo che faceva delle prove geologiche (esami che servono per stabilire la portata del terreno e dimensionare le fondazioni) .
 Probabilmente il progetto per il nuovo ponte è pronto, o quasi... a oltre un'anno dal terremoto.
 Saremmo curiosi di vedere il progetto, magari condividerlo con l'amministrazione provinciale, verificando tra l'altro che ci siano gli attraversamenti separati per ciclisti e pedoni tra le due rive.
Inoltre saremmo curiosi di capire se ci sarà una nuova sistemazione dell'incrocio per il centro di Bomporto e più in generale cosa è stato previsto dai progettisti della provincia. 
Sarebbe gradito ci fosse presentato il progetto, senza essere messi davanti a scelte compiute, nell'ottica di un confronto si spera costruttivo e condiviso, alla base di quel riavvicinamento, tra cittadini ed istituzioni, che tanto si predica e poco si applica.
 

Comitato SISMA.12: Scendiamo in Piazza!

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Dal Comitato Sisma.12 - terremoto in emilia

 

SABATO 24 NOVEMBRE, ORE 15

 

PIAZZA COSTITUENTE - MIRANDOLA


SCENDIAMO IN STRADA!!

 

Le rare volte che i mass media parlano dell'Emilia raccontano di una regione in cui i laboriosi emiliani ce l'hanno fatta da sé: scuole avviate, aziende e negozi riaperti, moduli abitativi in arrivo.
Ci piacerebbe fosse così: la realtà è che in Emilia non c'è proprio niente di risolto. I tempi “amministrativo/legali” dell'emergenza sono sempre più distanti dalla situazione reale.


Alcune grandi imprese delocalizzano dopo che i loro capannoni sono crollati come castelli di carte, le piccole imprese non riescono a ripartire e mettono in cassa integrazione i lavoratori, le scuole, sono partite “puntualmente” il 17 di settembre sotto tensostrutture o in alberghi affittati e pizzerie prestate alla comunità in attesa dei moduli scolastici, per lo più pronti dopo il 20 di ottobre ,i campi della protezione civile chiudono spostando le persone a vivere fino a 80 /90 km dai luoghi dove lavorano o studiano mentre le case sfitte sono poche e in parte in mano a palazzinari che le tengono vuote in attesa in attesa di non si sa cosa (forse della possibilità di rincarare gli affitti?): ecco la realtà emiliana.


I soldi non ci sono, dicono: il contributo per la ricostruzione da un 80% virtuale si trasforma in una percentuale prossima tra il 50 e il 60% , cosa che obbliga le famiglie meno abbienti a rassegnarsi ad essere consegnati, se non riescono a mettere la differenza, in mano alle banche, accendendo mutui, oppure, se non hanno le garanzie che richiedono le banche, a rinunciare alla ricostruzione. Nel frattempo si spendono 40 euro al giorno a persona solo per pernottamento e colazione, per mantenere in albergo famiglie senza casa perchè Errani, costretto dalla realtà, ha dovuto rinunciare in ritardo alla sua linea oltranzista anti container: così i moduli abitativi (70.000 euro l'uno: la speculazione è già cominciata e rischia di mangiarci vivi) arriveranno solo fine dicembre o gennaio, forse addirittura a febbraio.


Tutto questo però non impedisce di sprecare i soldi per costruire la solita infrastruttura dannosa e costosissima come la Cispadana a cui tra l'altro saranno destinate le macerie del terremoto, fonti preziose di materiale di recupero per abbassare i costi della ricostruzione.NOI NON CI STIAMO!


A chi vuole trasformare questo terremoto in un' occasione di spopolamento del territorio attraverso leggi e ordinanze che impediscono ai meno abbienti di ricostruire, a chi vuole trasformare questa tragedia in uno strumento di selezione di classe noi rispondiamo che siamo intenzionati a rimboccarci le maniche non solo per lavorare, ma anche per pretendere ciò che ci spetta.

 


Parlano di noi:
Gazzetta di Modena:
http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2012/11/09/news/i-cittadini-scendono-in-piazza-a-mirandola-1.5998064

 

 

 

COMITATO SISMA.12

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COMITATO SISMA.12

 

fai clik sull'immagine per il Blog del comitato

 

Il Comitato nasce dall'esigenza dei cittadini del “cratere” di dotarsi di uno strumento, che li rappresenti in tutto il territorio coinvolto dal sisma di maggio.

Vuole in qualche modo proseguire l'idea di partecipazione civile, al fine di proporsi come contenitore di informazioni, idee e progetti.

Le singole attività rischiano nel tempo di diventare un interlocutore debole, mentre l'associarsi consente di produrre una base attenta, numerosa e vigile che dovrà per forza di cose essere tenuta in considerazione da tutte le funzioni pubbliche che opereranno in futuro per la ricostruzione della “Bassa” e per la sua gestione

 

Finale Emilia 5/10/2012

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Conferenza su Terremoti e relazioni con le attività umane nel sottosuolo

Conferenza su Terremoti e relazioni con le attività umane nel sottosuolo

 

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